Libri – odi et amo, dalle favole dell’infanzia all’età adulta

La passione per i libri e per la letteratura, a mio parere, è un lusso che non molti hanno di questi tempi. Purtroppo le istituzioni scolastiche non sempre sono in grado di far appassionare i ragazzi ai meravigliosi mondi che sono presenti fra le pagine di un testo. Per fortuna, talvolta, vi sono delle eccezioni alla regola e l’effetto è l’opposto, ovvero far appassionare qualcuno alla lettura. A tal proposito mi viene in mente il volume Come un romanzo di Daniel Pennac.

In questa opera l’autore evidenzia quali sono i diritti di un lettore, incitando tale passione e dubitando di tutte le regole scolastiche che ci sono state imposte durante l’istruzione. Per maggior chiarezza ve li cito di seguito:

In fatto di lettura, noi lettori ci accordiamo tutti i diritti, a cominciare da quelli negati ai giovani che affermiamo di voler iniziare alla lettura.

  1. Il diritto di non leggere
  2. Il diritto di saltare le pagine
  3. Il diritto di non finire il libro
  4. Il diritto di rileggere
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
  6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
  7. Il diritto di leggere ovunque
  8. Il diritto di spizzicare
  9. Il diritto di leggere ad alta voce
  10. Il diritto di tacere

Consiglio questo libro a tutti coloro che storcono il naso al pensiero di sfogliare anche solo qualche pagina o di entrare in una biblioteca. Personalmente trovo che quest’ultima sia un ambiente meraviglioso e, potendo, ci perderei intere giornate a girare per i corridoi e a immergermi in ogni volume.

Parlando di libri è inoltre impossibile non citare l’eterna diatriba dei lettori dall’avvento dei tablet: meglio il volume cartaceo o semplicemente l’ebook, poco pesante e che puoi portare ovunque?
Sono dell’avviso che i contenuti siano identici e che sia solo la forma ad essere diversa per cui, per quanto se ne possa discutere, ognuno avrà la sua preferenza, che sia esclusiva o mista – come nel mio caso. Lo stesso vale anche per il genere letterario preferito, scelta strettamente personale legata ai propri gusti.

Per quanto riguarda i miei titoli preferiti vi lascio l’account Instagram di HobbyItalia:

https://www.instagram.com/hobby.italia/

Qui, a breve, aggiungerò delle storie (da lasciare in evidenza) con i titoli che ho già letto, che preferisco e che consiglio.

E, per oggi, vi lascio delle citazioni letterarie sull’argomento libri:

Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare” e il verbo “sognare”.
Daniel Pennac – Come un romanzo

Leggeva con un’ansia che a stento le permetteva di capire, mentre l’impazienza di sapere ciò che diceva la frase successiva le impediva di cogliere il significato di quella che aveva sotto gli occhi.
Jane Austen – Orgoglio e Pregiudizio

È assurdo immaginare una regola per cosa si dovrebbe e per cosa non si dovrebbe leggere. Bisognerebbe leggere tutto. Più della metà della cultura moderna dipende da ciò che non si dovrebbe leggere.
Oscar Wilde – L’importanza di chiamarsi Ernesto

Puzzle – dalle carte geografiche ai puzzle 3D

Chi nella vita non ha mai fatto un puzzle? Siamo abituati fin da piccoli a conoscere queste tessere che si incastrano l’una con l’altra e che, dopo una lunga ricerca e composizione, vanno a formare un’immagine precisa.
Quasi tutti, dunque, conosciamo la soddisfazione e l’orgoglio che si prova a vedere la propria opera finita, non vedendo l’ora di incorniciarla per poterla fissare ogni quando vogliamo.

Questa tipologia di hobby nasce con le carte geografiche ed è stato inventato nel 1760 da John Spilsbury, il quale dipingeva su delle tavole di legno le mappe per poi ritagliarle in piccoli pezzi in base ai confini. Da allora il sistema si è evoluto variando i materiali, i soggetti e il numero di parti in cui scomporre l’immagine, per adattarli alle esigenze economiche e sociali.

Attualmente esistono svariate tipologie di puzzle, dai 10 pezzi per i bambini fino ad oltre 40.000 pezzi, dalle usuali immagini in 2d a quelle in 3d, fino ad arrivare ai quadri che utilizzano colori fluorescenti.

Se parliamo poi dei benefici di questa attività ve ne sono diversi.
La capacità di problem solving e la percezione dello spazio aumentano, così come la memoria a breve termine.
Nei bambini, inoltre, è dimostrato che questo hobby sia in grado di sviluppare abilità matematiche e d’intuito, oltre a quelle sociali nel caso in cui si decida di condividere questo passatempo con la famiglia o con gli amici.
Per quanto riguarda gli adulti, invece, aumenta la concentrazione diminuendo conseguentemente lo stress dovuto ai pensieri che ci preoccupano nella vita quotidiana.

Personalmente il mio approccio di risoluzione di un puzzle si basa sull’isolare prima tutti i pezzi della cornice, comporla per poi unire progressivamente i pezzi in base ai colori e forme simili fino alla risoluzione dello stesso.
Su questo però non esiste un metodo universale, l’importante, come sempre, è divertirsi e distrarsi, passando del tempo in modo piacevole e rilassante.