Diamond Painting – Primi passi

Una nuova moda che si è sviluppata negli ultimi tempi: il diamond painting. Di base si tratta di incollare dei diamantini piuttosto piccoli su una tela in modo da formare un’immagine. In pratica è pixel art, già presente in diversi hobby come ad esempio il punto croce, le hama beads o anche la tessitura square stitch con le miyuki delica (di cui parleremo in seguito).

Mi chiedevo da mesi se fosse rilassante o meno fino a che non ho trovato un kit della dimensione 20x30cm da Amazon a basso costo con l’immagine della Notte Stellata di Van Gogh. A quel punto ho desistito e l’ho comprato, decisa a provarlo.
Il kit si compone in questo modo:

  • Tela con starto di colla plastificata. L’immagine è stampata sulla tela e vi sono ai lati le tabelle di decodifica colori/numeri.
  • I diamantini realizzati in resina divisi in bustine.
  • Una ciotolina di plastica con scanalature per mettere i diamanti durante l’utilizzo.
  • Un pennino.
  • Della pasta simil gomma da masticare da utilizzare con il pennino per raccogliere i diamanti.

La metodologia di completamento è molto semplice: colore per colore occorre posizionare dei componenti nella ciotola, raccoglierli con il pennino e incollarli sulla tela, alzando pian piano la tela in plastica per completare piccole sezioni alla volta. Mi sono stupita, passo dopo passo, di quanto trovassi rilassante procedere a riempire la tela con questi piccoli componenti scintillanti.
Ci vuole parecchio tempo – credo di non essere neanche ad un sedicesimo del lavoro – ma è così ripetitivo e bello da vedere da avere un effetto calmante e soddisfacente, lo consiglieri a tutti coloro che non sanno gestire bene lo stress o hanno un carattere facilmente irritabile.

Gli aggiornamenti sul work in progress li trovate su Instagram. Una volta terminato il lavoro farò un articolo su come incorniciare il lavoro finito ed appenderlo al muro!

Libri – odi et amo, dalle favole dell’infanzia all’età adulta

La passione per i libri e per la letteratura, a mio parere, è un lusso che non molti hanno di questi tempi. Purtroppo le istituzioni scolastiche non sempre sono in grado di far appassionare i ragazzi ai meravigliosi mondi che sono presenti fra le pagine di un testo. Per fortuna, talvolta, vi sono delle eccezioni alla regola e l’effetto è l’opposto, ovvero far appassionare qualcuno alla lettura. A tal proposito mi viene in mente il volume Come un romanzo di Daniel Pennac.

In questa opera l’autore evidenzia quali sono i diritti di un lettore, incitando tale passione e dubitando di tutte le regole scolastiche che ci sono state imposte durante l’istruzione. Per maggior chiarezza ve li cito di seguito:

In fatto di lettura, noi lettori ci accordiamo tutti i diritti, a cominciare da quelli negati ai giovani che affermiamo di voler iniziare alla lettura.

  1. Il diritto di non leggere
  2. Il diritto di saltare le pagine
  3. Il diritto di non finire il libro
  4. Il diritto di rileggere
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
  6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
  7. Il diritto di leggere ovunque
  8. Il diritto di spizzicare
  9. Il diritto di leggere ad alta voce
  10. Il diritto di tacere

Consiglio questo libro a tutti coloro che storcono il naso al pensiero di sfogliare anche solo qualche pagina o di entrare in una biblioteca. Personalmente trovo che quest’ultima sia un ambiente meraviglioso e, potendo, ci perderei intere giornate a girare per i corridoi e a immergermi in ogni volume.

Parlando di libri è inoltre impossibile non citare l’eterna diatriba dei lettori dall’avvento dei tablet: meglio il volume cartaceo o semplicemente l’ebook, poco pesante e che puoi portare ovunque?
Sono dell’avviso che i contenuti siano identici e che sia solo la forma ad essere diversa per cui, per quanto se ne possa discutere, ognuno avrà la sua preferenza, che sia esclusiva o mista – come nel mio caso. Lo stesso vale anche per il genere letterario preferito, scelta strettamente personale legata ai propri gusti.

Per quanto riguarda i miei titoli preferiti vi lascio l’account Instagram di HobbyItalia:

https://www.instagram.com/hobby.italia/

Qui, a breve, aggiungerò delle storie (da lasciare in evidenza) con i titoli che ho già letto, che preferisco e che consiglio.

E, per oggi, vi lascio delle citazioni letterarie sull’argomento libri:

Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare” e il verbo “sognare”.
Daniel Pennac – Come un romanzo

Leggeva con un’ansia che a stento le permetteva di capire, mentre l’impazienza di sapere ciò che diceva la frase successiva le impediva di cogliere il significato di quella che aveva sotto gli occhi.
Jane Austen – Orgoglio e Pregiudizio

È assurdo immaginare una regola per cosa si dovrebbe e per cosa non si dovrebbe leggere. Bisognerebbe leggere tutto. Più della metà della cultura moderna dipende da ciò che non si dovrebbe leggere.
Oscar Wilde – L’importanza di chiamarsi Ernesto

Sport: hobby o lifestyle?

La quantità di impegno fisico e mentale da applicare all’esercizio fisico è tale da rendere quasi unanime la risposta al quesito posto nel titolo: lo sport non è un hobby.

Se ci basiamo sulle definizioni di massima dell’hobby, tuttavia, scopriamo che è un’attività che si esegue nel tempo libero e che concentra le proprie energie in qualcosa di divertente e che distrae dalle faccende ordinarie, quali il lavoro o altre preoccupazioni di diverso tipo. In quest’ottica è facile individuare l’attività fisica come hobby.

Ovviamente se si è un’atleta di professione l’hobby si è trasformato in lavoro e, in taluni casi, è difficile riuscire a concepirlo ancora come passatempo, specie se c’è la componente agonistica di mezzo. Per tutti gli altri casi però può essere un ottimo modo di volersi bene ed impegnare le proprie energie in qualcosa che scarica lo stress e allontana i pensieri cattivi.

I benefici dello sport sono innumerevoli: aumento delle difese immunitarie, rilascio di endorfine, sostanze prodotte naturalmente dal corpo umano che aiutano nella gestione dell’umore e dello stress, riduzione del rischio di problemi cardiovascolari e molto altro ancora. Fare un’attività sportiva porta spesso anche ad un miglioramento a livello estetico del proprio corpo con conseguente aumento del’autostima e della socialità (se stiamo meglio con noi stessi, stiamo meglio anche con gli altri).

Oltretutto vi sono diverse tipologie di attività fisica con diversi obiettivi e risultati: c’è il sollevamento pesi, utile per chi voglia aumentare il metabolismo e mettere su muscolo, il ballo o altri corsi musicali, per chi ama la musica e vuole muoversi a ritmo, le attività in acqua, ad esempio aquagym o nuoto, per coloro che vogliono sentire il contatto con l’acqua per tutto l’anno e non solo d’estate, il karate o judo e molto altro ancora.
Potremmo dire che c’è qualcosa di ideale per tutti, è sufficiente provare per capire su quali disciplina ci troviamo meglio.

Personalmente non ho sempre avuto un buon rapporto con lo sport. L’ho sempre preso come qualcosa che dovevo fare, piuttosto che qualcosa che volevo fare. Finchè ero piccola ero solita fare qualche sport ogni anno, provando diverse discipline come nuoto, funky e karate. Nessuna di queste però era riuscita ad appassionarmi completamente e, fra università e lavoro, sedentario per altro, trovavo sempre una scusa per non farlo.

Dopo anni mi ci sono riavvicinata, in seguito ad una brutta infiammazione ossea ad un piede che mi causava forti dolori che potevano cronicizzarsi se non iniziavo ad allenare un po’ i muscoli. Il momento più brutto dell’infortunio è stato mettersi in piedi e sentire tutte le articolazioni del piede cedere sotto il peso del corpo.
Con molto impegno e costanza, però, mi sono sempre di più avvicinata ad acquisire un nuovo stile di vita, più attivo e con un’alimentazione più sana, scansando i pensieri per i quali dopo il lavoro sono troppo stanca per fare altro.

In conclusione posso affermare che, per me, lo sport è diventato sia un hobby, capace di distrarmi dallo stress del lavoro e dai pensieri più opprimenti, sia uno stile di vita, tramite il quale sono più energica e felice.

Puzzle – dalle carte geografiche ai puzzle 3D

Chi nella vita non ha mai fatto un puzzle? Siamo abituati fin da piccoli a conoscere queste tessere che si incastrano l’una con l’altra e che, dopo una lunga ricerca e composizione, vanno a formare un’immagine precisa.
Quasi tutti, dunque, conosciamo la soddisfazione e l’orgoglio che si prova a vedere la propria opera finita, non vedendo l’ora di incorniciarla per poterla fissare ogni quando vogliamo.

Questa tipologia di hobby nasce con le carte geografiche ed è stato inventato nel 1760 da John Spilsbury, il quale dipingeva su delle tavole di legno le mappe per poi ritagliarle in piccoli pezzi in base ai confini. Da allora il sistema si è evoluto variando i materiali, i soggetti e il numero di parti in cui scomporre l’immagine, per adattarli alle esigenze economiche e sociali.

Attualmente esistono svariate tipologie di puzzle, dai 10 pezzi per i bambini fino ad oltre 40.000 pezzi, dalle usuali immagini in 2d a quelle in 3d, fino ad arrivare ai quadri che utilizzano colori fluorescenti.

Se parliamo poi dei benefici di questa attività ve ne sono diversi.
La capacità di problem solving e la percezione dello spazio aumentano, così come la memoria a breve termine.
Nei bambini, inoltre, è dimostrato che questo hobby sia in grado di sviluppare abilità matematiche e d’intuito, oltre a quelle sociali nel caso in cui si decida di condividere questo passatempo con la famiglia o con gli amici.
Per quanto riguarda gli adulti, invece, aumenta la concentrazione diminuendo conseguentemente lo stress dovuto ai pensieri che ci preoccupano nella vita quotidiana.

Personalmente il mio approccio di risoluzione di un puzzle si basa sull’isolare prima tutti i pezzi della cornice, comporla per poi unire progressivamente i pezzi in base ai colori e forme simili fino alla risoluzione dello stesso.
Su questo però non esiste un metodo universale, l’importante, come sempre, è divertirsi e distrarsi, passando del tempo in modo piacevole e rilassante.

Perline – Introduzione

Le creazioni con le perline sono un classico della bigiotteria.
In base alle tecniche e agli schemi utilizzati risultano essere adatti a persone di tutte le età. Per iniziare a lavorare con questo tipo di materiale ci vuole molta pazienza ma sarà possibile realizzare qualsiasi schema apprendendo le basi ed allenandosi su pattern già presenti, fino ad arrivare a creare i propri schemi ed avere dei gioielli unici.

In giro per i diversi siti di materiali per bigiotteria se ne trovano di diverse forme, colori e materiali. La tecnica più conosciuta per lavorare le perline è la tecnica dei nodi, che consiste nell’annodare ogni perlina su un filo in modo che sia equidistante dalle altre. In alternativa possono essere utilizzati dei distanziatori, ovvero delle perline più piccole e di forma regolare, come nell’immagine seguente:

Un’altra possibilità è la tessitura delle perline, una tecnica che si effettua, in genere, con materiali di dimensione ridotta e forma quanto più regolare. Può essere utilizzato un telaio per realizzare i bracciali a fascia, il brick stitch o il peyote per i ciondoli e altri intrecci per il tubolare. Di seguito qualche esempio che si può ottenere:

Di tutte queste tecniche parleremo nello specifico in articoli dedicati e vi saranno anche dei progetti con tutte le specifiche e il tipo di materiali necessari.

Benessere & Hobby

Il termine “Hobby” è comunemente utilizzato per definire un interesse o una attività che si svolga nel proprio tempo libero. Quest’ultimo termine deriva dal periodo dell’industrializzazione, quando gli orari di lavoro si fecero più rigidi e precisi, consentendo di delimitare le ore rimanenti come “tempo libero”.

La quantità di interessi differenti è molto ampia, spazia dalle attività artistiche, come pittura o scultura, a quelle sportive o anche ai viaggi. Insomma con la parola hobby possiamo definire qualsiasi impegno di tempo utilizzato per svagarsi.

La concentrazione esclusiva permette al nostro corpo di liberarsi da tutte le preoccupazioni e lo stress accumulato durante la giornata, svuotandoci la mente dai pensieri e attenuando i nervosismi. Proprio per questo motivo, una volta trovata la giusta passione, risulta terapeutico dedicare parte del proprio tempo agli hobby.

Gli hobby creativi hanno come ulteriore beneficio lo sviluppo della memoria e il rallentamento dei naturali processi di invecchiamento. In questo caso il decremento delle funzioni cognitive diminuisce di circa il 50% rispetto al decorso usuale.

Che siate adulti o bambini, dunque, un hobby sarà comunque un toccasana nella vostra vita.
Il team di Hobby Italia spera di potervi accompagnare al meglio nel vostro percorso.